Si tratta di un comune non molto ricco ed è bastato un giro tra le vie per rendermene conto, strade dissestate, case costruite a metà, un pò di degrado generale. Non è altamente pericoloso ma bisogna comunque tenere gli occhi ben aperti come in ogni qualsiasi altra città del sudamerica.
Dopo le presentazioni con i genitori di Jessica e aver posato gli zaini pranziamo, Riso con Fagioli neri, patate e baccalà. Da bere Guaranà, fatto con lo sciroppo, e un succo di Goiaba fresco fatto da Clesio, il padre di Jessica, buonissimo!! Dice che se ne bevi troppo ti addormenta.Intorno alle 17 usciamo per andare a comperare qualcosa da bere in vista della serata che ci avrebbe aspettato. Entriamo in un market, il Guanabara che si trova a pochi km da casa. Come in altri mercati brasiliani mi fa molta impressione l'esposizione della carne, poco igienica per i nostri standard. Prendiamo un pò di pane e affettati misti, delle birre e in più suggerisco ad Andrea di prendere anche una bottiglia di Chachaca, un po' di menta, lime e gassosa per fare una bella Caipirinha. Rientriamo a casa e mentre Andrea prepara i panini io preparo la Caipirinha, 3 litri di Caipirinha.
La tradizione vuole che a capodanno ci si vesta di bianco, come simbolo di pace e armonia per l'anno nuovo, ma alcuni scelgono di indossare anche altri colori, giallo per soldi e prosperità, rosso per forza e passione, verde per la speranza e salute e altri ancora.Quindi per l'occasione metto un costume bianco e una camicia verde.
Prima di dirigerci però verso Copacabana andiamo a casa di parenti, dove viene celebrata una piccola messa di buon auspicio per il nuovo anno, in pieno stile protestante con canto. Sarà che era la prima volta che assistevo ad un rito del genere, sarà che ero in modalità festa, ma mi scappavano un pò di risate, soprattutto quando guardavo quella faccia da pirla del mio amico.
Finito ci dirigiamo verso la fermata della metro dove c'è già molta gente. Saliamo sul secondo treno e dopo un'oretta arriviamo finalmente a Copacabana. Sono le 21, in Italia avevano già messo piede nel 2013. C'è una confusione assurda, sono previste 2 milioni di persone lungo i 4 km di spiaggia, numeri da capogiro. Si spinge a destra e sinistra e quasi una battaglia ma alla fine riusciamo a raggiungere uno spiazzo più libero.Non sapevo che i cattolici protestanti non bevessero alcolici, per cui alla fine la Caipirinha era solo per me ed Andrea, 3 litri in due, beh di benzina ne avevamo a volontà per tutta la nottata.
Ci sono anche dei palchi allestiti per l'occasione dove si esibiscono diversi cantanti brasiliani, non manca nulla, passiamo le successive ore a brindare, ballare, cantare, mangiare qualche panino, fino a quando non arriva il conto alla rovescia..10 - 9 - 8 - 7 - 6 - 5 - 4 - 3 - 2 - 1 ......2013!!!!!! Happy New Year!!!!Dall'oceano arriva lo spettacolo più bello, i fuochi d'artificio, sparati da una flotta di barche schierata a due-trecento metri dalla spiaggia, venti minuti di pure emozioni, lo spettacolo pirotecnico più famoso al mondo...
Dopo i fuochi scatta la festa, c'è grande euforia, felicità, la spiaggia si trasforma in un enorme discoteca, la musica va avanti fino all'alba, si balla persino sui balconi, c'è anche chi si fa un tuffo a mare, io vado pure.
Sarebbe stato impossibile non farlo, anche se gli altri mi dicevano che poteva essere pericoloso, non tanto per l'oceano ma per qualche delinquente. Il mare era calmo, l'acqua calda e migliaia di petali di fiori bianchi e rose rosse vi galleggiavano, alcune però con l'intero stelo e le spine.Anche questa è un'altra tradizione che i fedeli offrono al mare chiedendo che la regina del mare li protegga.
Ho fatto pure amicizia con altre persone, la Caipirinha stava facendo anche il suo effetto...Mi vengono a recuperare e dopo un'oretta decidiamo di rientrare a casa. Di nuovo coda alla metro, una roba impressionante, non ci si muove, ne approfittiamo per sederci in un'angolo e mangiare un wurstell ricoperto da una granella di.... Alle 5 arriviamo a casa, una bella bevuta d'acqua e si dorme, divano letto in condivisione con Andrea.
Il giorno dopo intorno le 14 ci svegliamo, facciamo una buona colazione e usciamo in macchina. Ci dirigiamo verso Rio nella parte alta della città. Per raggiungerla si passa dal Parco Nazionale Tijuca, una foresta tropicale che è anche il bosco urbano più grande del mondo.
Fa impressione vedere questa grande macchia con piccole case di molti colori accatastate l'una sull'altra alle pendici della montagna.
Non ci sono mezzi pubblici che arrivano direttamente qui, ma si può prendere l'autobus E08A dall'Estrada do Joao in prossimità del numero 405 in direzione Alto da Boa Vista, scendere a Rua Boa Vista in prossimità del numero 719 e da li proseguire a piedi per 5 km fino alla Vista cinese.
C'è sempre un'infinità di turisti che visita ogni giorno il Cristo per cui bisogna acquistare i biglietti con anticipo onde evitare di non trovare posto sulla funicolare o fare ore e ore di fila.
ILHA GRANDE
Il programma del giorno seguente prevedeva la sveglia presto, alle 5:30, si va ad Ilha Grande, un'isola a sud di Rio. Per raggiungerla ci siamo prima spostati nella vicina Duque de Caxias e da qui abbiamo preso un'autobus per Itaguai con la compagnia Expresso (www.expressomangaratiba.com.br). Quindi un'altro autobus ancora, sempre con la stessa compagnia, per Conceicao de Jacarei, costo totale 16 R$. Per chi invece partisse da Rio la tratta viene effettuata dalla compagnia Costa Verde (www.costaverdetransportes.com.br).E' stato un vero e proprio giro turistico lungo la BR101, bei paesaggi, tra cui la Costa Verde, un susseguirsi di spiagge incastonate tra una lussureggiante vegetazione. Scesi a Conceicao ci avviamo verso il porto e saliamo sulla prima barca in partenza, in genere ne parte una ogni 2 ore, costo del biglietto 15 R$.
In alternativa si può raggiungere l'isola anche da Angra do Reais o da Mangaritiba.
In meno di un'ora arriviamo sull'isola, esattamente a Vila do Abraao, il tempo non è dei migliori, ci sono nuvoloni ovunque, beh la speranza è che il tempo cambi. C'è un piccolo centro, la strada è completamente sterrata, facciamo un giro alla ricerca di un ostello, un camping o una pousada per passare la notte. Alla fine ci sistemiamo in un campeggio, Cantinho Da Ilha, quello più economico e con ancora posti liberi.
Il cielo diventava sempre più nero e alle prime gocce d'acqua decidiamo di rientrare al campeggio. Lungo la strada ci fermiamo ad un punto panoramico sulle Ilhas Do Macedo e, nonostante ci fosse maltempo, il mare aveva dei colori spettacolari.
Non ricordo il nome del ristorante ma in ogni caso la comida non era stata cosi speciale, solo la caipirinha e la birra sono state promosse a pieni voti.Continua a piovere e questo ci preoccupa sempre più, rientriamo al campeggio e in una tenda entra dell'acqua quindi, io e il buon Andrea, ci procuriamo un'altro telo per un'ulteriore copertura. Proviamo a dormire, sperando che smetta di piovere, ma la fortuna non è dalla nostra parte, piove sempre di più e non avendo dei tappetini su cui sdraiarsi iniziamo ad avvertire il freddo e l'umidità del terreno, diventa quasi impossibile dormire.
Io ci rinuncio e passo l'intera notte in cucina. Alle 6:30 gli altri mi raggiungono, piove ancora, non sembra ci sia una tregua, decidiamo sul da farsi, rimanere o andare, rimanere o andare, piove o non piove.
Adoro la natura, volevo prenderla dal guscio e staccarla dal muro ma aveva una presa talmente forte che non ci sono riuscito, fino a quando un signore del posto, urlando, mi ha allontanato e con la sua ciabatta l'ha scagliata via e pestata con i piedi, mentre io gli dicevo di lasciarla stare. Poi mi ha spiegato che si trattava di una lumaca invasiva proveniente dall'Africa e che se l'avessi toccata sotto avrei potuto rischiare grosso, perché queste possono trasmettere un nematode che può scatenare una meningite. Sono rimasto senza parole, però mi era dispiaciuto!
Ma non è finita qui, scendiamo al porto di Mangaritiba e lungo la strada per raggiungere la fermata degli autobus c'è talmente tanta acqua che sembra quasi un torrente. In più non avendo nessun ombrello, ma solo qualche giornale, ci siamo bagnati completamente. Arrivati alla fermata degli autobus abbiamo atteso un pò prima di salire sul primo in direzione Itaguai, finalmente un pò di sollievo, anzi no, c'era l'aria condizionata al massimo ed essendo bagnati non ce la siamo passata bene per niente, è stata una vera e propria agonia. Quando sono sceso dall'autobus ero felicissimo. Abbiamo impiegato circa sette ore tra un'autobus e l'altro per arrivare a casa, un'infinità, quando in macchina ci si i piega in genere un'ora e mezza. Durante il viaggio e nelle salite ci siam dovuti fermare più volte in quanto le strade erano bloccate da frane.
Fa un certo effetto osservare le condizioni in cui vivono i favelanti, le case sono degradate, senza finestre, senza tetto, costruite l'una sull'altra, con spazzatura ammassata di qua e di là, centinaia di colori che si mischiano tra loro.
Nelle stradine bambini che corrono felici, che giocano a calcio, che lasciano volare un'aquilone, dietro alcuni angoli pattuglie di polizia che controllano l'ordine nella favelas. Un mix di contrasti, povertà , felicità, libertà, droga, delinquenza, una vita non certamente facile, ma questa non toglierà mai un sorriso dai loro volti. Dopo un'oretta completiamo il tour panoramico e ci spostiamo a Copacabana.
Desideravo ritornarci, a capodanno con tutta la confusione che c'era è stato impossibile captarne la bellezza.
Erano dei panini farciti con wurstell, cipolline, uova di quaglia, mais, patatine chips, alcune salse, un mix esplosivo che non mi è piaciuto per nulla! Quanto mi mancava un bel panino dal paninaro di Lambrate...Arrivati a casa faccio una bella doccia e poi a letto.
BUZIOS
Preparata una borsa termica con dei panini e acqua usciamo di casa, saliamo in macchina e ci dirigiamo verso Nord. Dopo circa tre ore abbondanti tra traffico e qualche sosta per la benzina arriviamo a Buzios. Questa località era un villaggio di pescatori che divenne una famosa località balneare dopo la visita dell'attrice Brigitte Bardot nel 1964, a cui è dedicata anche una statua.
A Buzios ci sono molte spiagge per diversi gusti, per chi ama rilassarsi, per chi ama fare sport d'acqua come kite e wind surf, per fare snorkelling per chi è naturista.
Facciamo due passi a piedi e ci fermiamo ad una spiaggia chiamata Praia Da Tartaruga, un'insenatura di sabbia bianca con acque limpide, calme e cristalline, ideale per la deposizione delle uova di alcune specie di tartarughe marine, che ha dato il nome alla spiaggia stessa. Siamo in estate e in alta stagione, quindi non è il periodo ideale per vedere qualche tartaruga, meglio a settembre-ottobre.
Sott'acqua si riuscivano a vedere anche molti pesci, vicino agli scogli ancora di più, un luogo perfetto dove fare dello snorkelling.
Decido di fare un giro lungo la spiaggia, scattare qualche foto intorno a me, il paesaggio è meraviglioso, adoro queste spiagge incastonate nel verde selvaggio con piante di cocco, palme, rocce e altro ancora.
Sulla spiaggia venditori ambulanti vendono acqua di cocco e spiedini di churrasco, all'interno della vegetazione ci sono anche dei chioschi e ristoranti, dove prendere qualcosa da bere e mangiare del pesce fresco ad un prezzo un pò meno economico.
Nel tardo pomeriggio decidiamo di spostarci verso un'altra spiaggia, prima però facciamo tappa in un bar e mangiamo un sandwich accompagnata da una bella birra fresca. Prendiamo anche una granita tipica, chiamata Acar, dicono sia molto nutriente.
Allo scoccare della mezzanotte facciamo gli auguri ad Andrea, è il suo compleanno, ma non finisce cosi.
Infatti il mattino, verso le 11, Jessica ci ha portati in un posto vicino per preparare la festa del compleanno.
Sono rimasto senza parole per l'organizzazione, i genitori di Jessica avevano affittato una piccola location, noleggiato le tovaglie per i tavoli ( rosso e verdi con sedie bianche, come la bandiera italiana), chiamato un churraschista, un prete, preparato una marea di dolci, salatini, la torta il tutto con una decorazione a tema Brasile Italia, bandiere verde-oro e palloncini rossi bianco e verdi.Di tanto in tanto dal frigo, con Andrea, bevevamo una birra fresca, e assaggiavamo alcuni tagli di carne che il churraschista stava grigliando, una bontà.
Io non ero pratico, conoscevo i passi della bachata, salsa e merengues, ma non mi sono tirato indietro e ho ballato con gli altri. Era impressionante vedere donne di 50-60 anni muoversi con un'agilità spaventosa e con una leggerezza di una farfalla, e alcune donne muovevano il loro sedere che ancora oggi non riesco a crederci!
Io e Andrea iniziamo a ballare anche un po' di tarantella e ad insegnarla alle signorine, ci siamo veramente divertiti. Si fanno le 20 e c'è il taglio della torta, seguita dalle foto di rito e la festa finisce.Torniamo a casa e con noi c'è ancora qualche familiare, beviamo qualche drink e verso mezzanotte sono di nuovo a letto.
L'ultimo giorno di Permanenza a Rio l'abbiamo dedicato ad una lunga giornata di mare. Siamo andati ad una spiaggia non troppo distante, Praia do Recreio Dos Badrirantes, a sud della città, vicino all'area dove si terranno i Giochi Olimpici 2016.

A questo si aggiunge uno scenario magnifico, a sinistra in lontananza si vede la Pedra Da Gavea, una formazione rocciosa che si innalza sino a 900 metri, e sulla destra un'isolotto che suddivide l'oceano in due; splendide viste panoramiche degne di una cartolina.
Stava per finire l'ultimo giorno di mare, l'ultimo giorno, avrei dovuto aspettare altri 210 giorni per riassaporarne il sapore, l'odore, sentire il vento che soffia sulla mia pelle, godere dei raggi del sole, ma anche Milano iniziava a mancarmi un po'.
Il giorno dopo l'abbiamo trascorso a Sao Joao de Meriti, a fare gli ultimi regali. Per pranzo ci siamo fermati ad un ristorante Mineiro, tutto a buffet,c'era di tutto, riso, fagioli, spaghetti, carne di maiale, di pollo, formaggi vari, pane al formaggio, melanzane, patate dolci, budino, torta con dulce de lece, anguria, caffè, cachaca. Facciamo questa grande abbuffata e poi torniamo a casa per preparare le valigie.
Quest'avventura stava giungendo al termine, 24 ore mi separavano dal ritorno in Italia, dalla mia donna, dai miei amici, dal mio letto, al Freddo caralho!!!
Come dimenticare paesaggi, il contrasto tra città moderna e favelas, il mare e la natura in simbiosi, la forza della natura nelle cascate iguazù, le tempeste che arrivano e vanno via da un momento all'altro, i sentieri percorsi, i bagni sotto le cascate, nella laguna, il cibo tipico che ho assaggiato, l'allegria, la voglia di far festa, il calore dell gente, i bambini sempre sorridenti e con un aquilone in mano...
Un giorno tornerò, ne sono sicuro, magari per vacanza, magari
per lavoro, magari in pensione, magari per i mondiali, magari per altro..Chi lo sa!!Tornerò..
Muita Saudade!!

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