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martedì 9 dicembre 2014

Uno spettacolo della natura, le isole Koh Phi Phi

Dalla stazione autobus di Ao Nang, un minivan ci ha portati al porto di Krabi. Qui abbiamo preso una nave, che in tre ore ci ha portati a Koh Phi Phi, l'isola più attesa.
Non appena ci si mette piede c'è da pagare una tassa di 20 bath, per la pulizia della stessa. Quindi ci avviamo verso l'uscita, ci procuriamo una cartina e cerchiamo di raggiungere il nostro alloggio.
Non è stato cosi semplice come pensavamo,  ma chiedendo aiuto a qualche ristoratore, siamo riusciti
a trovarlo. Si trattava del  P.P. Banthai Guesthouse. Qui abbiamo speso 1600 bath per 2 notti, in camera matrimoniale, con ventilatore e bagno privato.
Sbrigata la pratica pagamento, e dopo aver posato le valigie, abbiamo fatto amicizia con alcuni ragazzi e ragazze giù nella sala d'ingresso, chiedendo anche qualche informazione utile a qualcuno che stava sull'isola da più tempo. Quindi siamo andati a prendere un po' di confidenza con l'isola. 
Ci sono tantissime stradine sterrate e non, e noi ci siamo spostati liberamente, senza nessuna meta. Abbiamo fatto colazione in una panetteria (che sfornava delle brioches buonissime), abbiamo girato tra i negozi in cerca di souvenir, e ogni tanto, prendevamo informazioni dalle diverse agenzie di viaggi,  sui tour da fare sull'isola e sul biglietto per spostarsi a Phuket.
Ad un certo punto un' indicazione attrae la nostra attenzione, Panoramic View, decidiamo di seguirla.
Prima di arrivare in cima c'è da affrontare, però,  una lunga scalinata a prova di campione, alla fine della quale si arriva ad un piano intermedio dove bisogna acquistare il biglietto d'ingresso, 35 bath, con una prima vista panoramicasull'isola.

Da qui un' ultima salita prima di arrivare al punto panoramico più alto, e rimanere lì, fermi, ad osservare a 360 gradi la bellezza della natura che sta davanti ai nostri occhi, a pensare quanto sottile sia quel lembo di terra rispetto alla macchia, blu infinita che la circonda: mille pensieri che volano via, 'tu chiamale se vuoi emozioni'.

Mezz'oretta dopo prendiamo la via del ritorno dirigendoci però verso la spiaggia, dal lato opposto del porto. La giornata non era delle  migliori, e di conseguenza non esaltava i colori dell'acqua. Ciò nonostante è pur sempre bella, mancava solo fare un tuffo.
L'acqua era veramente calda, vicino la spiaggia un po' torbida, ma allontanandosi di qualche decina di metri,  inizia ad essere più limpida, e vicino gli scogli si potevano intravedere piccoli pesci colorati,  a striature giallo nere. 
La cosa più bella è che ad un certo punto aveva iniziato a piovere. Gran parte delle persone lasciava la spiaggia per ripararsi nei locali vicini, noi invece,  insieme ad altri eroi, siamo rimasti in acqua. E' stata un emozione unica.

La pioggia aveva creato anche qualche disagio, tra le vie del centro, in particolare quelle in terra battuta. Queste si erano trasformate in un susseguirsi di pozzanghere e fango. Diventava veramente difficile camminare senza sporcarsi, si erano formate file indiane di persone e bici, ognuno a seguire l'altro, come se ci si trovasse in un campo minato.
Ci fermiamo ad un piccolo ristorantino di famiglia e pranziamo, pad-thai per me e riso per lei.
Saziati, rientriamo in ostello e chiediamo informazioni in reception sui tour per visitare l'isola, ce ne sono veramente tanti a prezzi differenti. 
Alla fine abbiamo acquistato un pacchetto per 450 bath a persona, che prevedeva: snorkelling in diversi punti, visita a Maya Bay, Monkey Beach, Bamboo Island e con compreso pranzo a sacco.
Alla sera siamo passati per le vie del centro per poi raggiungere la spiaggia, che era animata dalla musica di diversi locali e da spettacoli di fuoco, molto molto più belli di quelli visti sull'isola di Koh Tao.
Preso posto e con un drink in mano, ci siamo goduti lo show.  Inoltre, per chi ha voglia di far festa fino a tarda mattinata, lungo le vie si possono trovare dei kit di sopravvivenza in secchielli, pro e post party, veramente utili.
Fattasi una certa ora, siamo rientrati in ostello andando direttamente a letto,  con la speranza che il giorno dopo il tempo fosse stato dei migliori, ma cosi non era.
Appena alzati, ci siamo recati in reception per chiedere alla titolare se il tour si sarebbe fatto ugualmente, e questa ci confermava il tutto. Quindi ci siamo e preparati e abbiamo raggiunto il punto di ritrovo, nei pressi del porto. C'erano altre persone ad attendere il nostro marinaio.

Consegnati i biglietti e pagato una tassa di 100 bath, per poter accedere a Maya Bay e Bamboo Island, si partiva all'avventura. Facciamo pochi chilometri e subito ci si ferma, in un punto dove poter fare snorkelling. Si trattava dello Shark Point, dove
in teoria si dovrebbero vedere degli squali. Al solo pensiero viene un po' di paura, ma si tratta di squali piccolini e innocui. 
Presa la situazione di petto, prendiamo maschera, tubo e salvagente, e ci tuffiamo. Centinaia di pesci, piccoli e grandi, da molteplici colori, che ti passano vicino, è la prima volta in vita mia che vedevo uno spettacolo del genere, ma volevo veramente vedere qualche squalo. Ho nuotato in lungo e largo ma di loro non c'era ombra.
Passata una buona mezz'ora risaliamo a bordo dell'imbarcazione e si prosegue dritti verso l'isola Koh Phi Phi Le, precisamente alla Monkey beach, la spiaggia delle scimmie. Fa strano pensare a delle scimmie in spiaggia eppure è la cosa più naturale che ci sia.
Scendiamo in spiaggia e fortunatamente riusciamo a vederne qualcuna, anche da vicino. A tal proposito, non è consigliato avvicinarsi molto o dargli del cibo, perché potrebbero diventare aggressive e graffiare. In ogni caso, bellissima la spiaggia, con una sabbia bianchissima e acqua pulitissima. Bellissimo questo piccolo ecosistema che mantiene inalterato il suo equilibrio naturale senza presenza di insediamenti umani.

Lasciamo la spiaggia e ci dirigiamo verso l'Isola Bamboo, era distante va bene, ma c'era qualcosa che non andava per il verso giusto. Infatti il mare iniziava a gonfiarsi e,  in lontananza, si intravedano delle piccole creste. Il nostro marinaio ci aveva consigliato di non proseguire verso l'isola, ma noi, pensando che fosse una messa in scena per ridurre il tour, ci eravamo rifiutati di acconsentire. Dal momento in cui però, le onde si facevano sentire sempre più, tra i rimbalzi violenti della barca sull'acqua, ci siamo resi conto che non fosse proprio il caso, e quasi stavamo pregando il marinaio per portarci via da quell'inferno.
Preghiere accolte e virata, dirigendoci verso un'altra baia, dove abbiamo potuto fare un'altra immersione.
Anche qui era notevole la presenza di pesci di mille colori e dimensioni, avrei passato ore ed ore ad inseguirli.
Finito lo snorkelling ci aspettava l'ultima tappa del tour, la visita alla famosa Maya Bay, dove vennero girate alcune scene del film 'The Beach' con Leonardo di Caprio. 
La Baya è veramente una tappa da non perdere, di una bellezza unica, spettacolare, un'oasi, grazie ai colori dell'acqua, della spiaggia e della natura che la circonda. 
All'interno c'è un piccolo sentiero di sabbia che porta nel bel mezzo della vegetazione tropicale, tra palme e noci di cocco, fino ad arrivare ad una piccola cascata.  C'è anche un piccolo chiosco per alimentari.
Unica pecca l'elevata presenza in contemporanea di Turisti, probabilmente sarebbe opportuno visitarla in prima mattina quando ancora non c'è nessuno e godersela di più.
Passate quasi quattro ore arrivava il momento più triste della giornata, mollare tutto e  tornare indietro.
Ma le nostra giornata è stata cosi ricca di emozioni che le sorprese non  potevano finire qui: infatti non appena usciti dalla baia ed entrati nel mare aperto, la barca iniziava
 ad ondulare e ondulare sempre più, a balzare e picchiare duramente sull'acqua, il mare era ancora mosso. Tanta paura, tanta adrenalina e un po' di divertimento. In alcuni istanti pensavamo di non tornare più a casa, ma con grande caparbietà il nostro marinaio ci ha portati indietro sani e salvi, un'esperienza che non consiglierei a nessuno, anche se è stata eccitante, ecco una breve sintesi tra andata e ritorno...
Il tour in definitiva è stato molto bello, anche se non siamo riusciti a visitare l'isola Bamboo. Abbiamo preso tanto freddo, per via dei continui schizzi sulla barca, della giornata nuvolosa e qualche sporadico acquazzone, ma ne è valsa la pena.
Quindi se vi trovate nella nostra stessa situazione, nel fare un tour a ridosso di una giornata non certamente ideale, se avete la possibilità di spostarlo al giorno successivo, non pensateci due volte, fatelo!!
L'ultima serata l'abbiamo passata nel centro acquistando qualche souvenir ed infine a letto presto, il giorno dopo ci aspettava un nuovo viaggio, direzione Phuket.

Le isole Koh Phi Phi, sono rimaste in cima alle nostre mete preferite, veramente uno spettacolo, piccole, a portata d'uomo, con spiagge ed un mare favoloso, soprattutto quello visto a Maya Bay. Anche aver fatto snorkelling è stata un'esperienza meravigliosa e le acque di queste isole sono ideali per farlo, peccato non aver visto qualche squalo. Due giorni sono sufficienti, ma a noi sarebbe piaciuto rimanere anche qualche settimana in più.
Paradiso

Phuket, l'isola del Divertimento

Partiti alle 9 da Koh Phi Phi  dopo circa 2 ore arriviamo al porto di Phuket che si trova praticamente dalla parte opposta del nostro alloggio, per cui c'è da prendere un mezzo. Nei paraggi non si vedono Songthaew (autobus locali di colore blu), quindi come tutti gli altri turisti siamo costretti a salire su un minivan. Non dimenticando tutto quello fatto sin dal primo giorno in Thailandia, tratto il prezzo con l'autista pagando 100 bath/persona invece di 150.
Visto la grandezza dell'isola e visto che avremmo passato solo 2 giorni abbiamo deciso di spendere una giornata a Kata Beach e una a Patong Beach.
Arrivati a Kata Beach raggiungiamo il nostro alloggio, Waree's Guesthouse, un'ottima struttura dove abbiamo prenotato una camera matrimoniale con bagno privato, condizionatore, ventilatore e tv, a 800 bath. Sistemiamo gli zaini e per prima cosa facciamo un giro nel mercatino di fronte, anche questo ricco di colori, di sapori, di odori, come in tutta la thailandia d'altronde. 
Dopo aver preso un buon frullato di frutta e qualcosa da stuzzicare raggiungiamo la spiaggia passando dal centro turistico.
Kata Beach è suddivisa da un promontorio in due baie, la grande è chiamata Kata Yai e la piccola Kata Noi.
Spiagge bianche e vellutate, non paragonabili di certo a quelle di Koh Tao o Koh Phi Phi ma comunque belle e soprattutto lontane dal turismo frenetico e quindi ideali per relax e per le famiglie.
Di fronte alla spiaggia di Kata Yai si trova anche una piccola isoletta, Koh Pu, che si può raggiungere a nuoto, tra barriere coralline e migliaia di pesci colorati. Dopo un paio di ore rilassanti lasciamo la spiaggia per fare un giro nel centro, anche qui molto movimentato e pieno di pub, ristoranti, negozi e agenzie di viaggio, ma comunque lontano da quel turismo estremo che si può trovare in altre parti dell'isola.
Rientrando ci fermiamo nei pressi della Guesthouse in un ristorante di famiglia e ceniamo, questa volta a base di pesce.
Il giorno seguente dopo aver fatto il check-out  ci tocca prendere un mezzo per arrivare a Patong Beach.
Non ci sono Songthaew diretti, allora proviamo con l'autostop, si ferma una jeep, ma ci chiedono 200 bath a testa per salire, assurdo!
Quindi non ci tocca che prendere un Songthaew per Phuket-town e da li un altro per Patong. E' un po' lungo come tragitto, ma ci è costato soli 75 bath/persona, mentre con un minivan avremmo dovuto pagare almeno 200 bath/persona; inoltre cosi abbiamo avuto anche la possibilità di fare un bel giro panoramico.
Siamo a Patong e dopo una lunga camminata troviamo il nostro alloggio, The Guest House, una struttura gestita da un'italiano. Anche qui camera matrimoniale, terrazzino, aria condizionata, bagno privato e caffè solubile in camera con bollitore, 666 bath.
Facciamo subito un giro in centro e già ci rendiamo che il posto è totalmente diverso da Kata Beach, molto più grande, pieno di turisti e nightclub. Cerchiamo anche di trovare un biglietto dell'autobus per l'aeroporto, trovando quello più economico con pick-up a 170 bath/persona.
La spiaggia a Patong Beach si estende per 4 km e non è di certo il luogo ideale per chi cerca tranquillità e relax. Infatti il gran numero di turisti e le attività acquatiche, come kite surf o jet sky, oltre che a contaminarla, la rendono molto frenetica.
La sera facciamo un giro lungo la via principale dove si concentra la movida notturna, circondata da locali con il volume della musica che è sempre più alto, streap a destra e sinistra, lady boy a non finire, sembra esser tornati a Khao San road.
Tra le vie di Patong fortunatamente troviamo anche una Street food, lasciandoci prendere per la gola da ogni cosa potesse essere interessante e appetitosa.
Il giorno dopo intorno alle 9 arriviamo all'aeroporto di Phuket dove ci aspetta un volo della compagnia Air Asia per Chiang Mai.
Siamo un pò tristi, essendo stati questi, gli ultimi giorni di mare e di sole, ma l'avventura continua!

Anche Phuket come Koh Samui non ci ha entusiasmato più di tanto, troppo turistica, poco wild e distanze molto grandi per girarla in pochi giorni. Ci dispiace non aver lasciato qualche giorno in più per rimanere a Koh Phi Phi.

lunedì 8 dicembre 2014

Tre giorni a Chiang Mai, la città dei Templi

Tra Phuket e Chiang Mai ci sono circa 1500 km per cui le opzioni di viaggio sono 3, aereo, autobus o treno. Avevamo già pensato in anticipo a questa tratta e quindi a fine novembre abbiamo trovato un biglietto aereo con la compagnia Air Asia (www.airasia.com) ad un prezzo molto ragionevole, 1350 bath/persona. 
Partiti alle 10:35, alle 12:40 atterriamo all'aeroporto di Chiang Mai e dopo una bella camminata di un'oretta siamo al Trekker Camp, una struttura molto carina, con una grande area in comune nel piano terra, wifi, colazione inclusa e utilizzo delle bici gratuito. La nostra è una camera matrimoniale con ventilatore e bagno privato a soli 700 bath per 3 notti, molto economico. Lasciamo le valigie in camera, prendiamo le prime due bici disponibili e ci lanciamo diretti in centro.
Chiang Mai è una cittadina a portata d'uomo e di conseguenza è molto semplice visitarla. Il cuore della città si sviluppa all'interno di un perimetro quadrato di fossati e pareti appartenenti alle antiche mura difensive con quattro Porte Principali d'ingresso.
Ci sono veramente tanti templi a Chiang Mai che basterebbe camminare liberamente per vederne uno ogni 100 metri e in soli due giorni siamo riusciti a visitarli quasi tutti.
Tra questi quelli che hanno suscitato in noi maggiore interesse sono stati il Wat Chedi Luang, il Wat Phra Sing, il Wat Phra Doi Suthep, il Wat Rajamontean ed il Wat Lok Molee.
Molto bello il Wat Chedi Luang, che mantiene il suo fascino nonostante i danni provocati da terremoti e dall'usura.
Presenta inizialmente una sala di preghiera (Viharn) con una statua di Buddha in piedi alta 9 metri. Noi l'abbiamo visitato intorno alle 17 e abbiamo avuto la fortuna di vedere i monaci in preghiera. Alle spalle del viharn, si erge un chedi antico alto 56 metri in parte danneggiato, uno dei più grandi e più alti della Thailandia.
Affascinante anche il complesso del Wat Phra Sing che deve il suo nome alla presenza dell'immagine del Buddha Leone al suo interno.
Da non perdere assolutamente il complesso del Wat Phra Doi Suthep, il più suggestivo da vedere. Si trova su una montagna a 17 km dal centro e per raggiungerlo noi abbiamo preso un Songthaew (autobus locali di colore rosso) per 35 bath/persona.
E' una strada tutta curve e tutta salita e ci si impiega una mezz'oretta, quindi non vi venga in mente di farla a piedi, a meno che non abbiate una buona preparazione fisica.
Arrivati a destinazione ci troviamo davanti ai nostri occhi una scalinata interminabile, pare siano circa 300 gradini,  con ai lati due lunghi serpenti Naga a sette teste, posti a protezione del tempio. Raggiunta la cima acquistiamo il biglietto, 30 bath e, iniziamo ad esplorare l'intero complesso, che si sviluppa su due livelli.
Al livello inferiore troviamo diversi tempietti e una statua del leggendario elefante bianco che portò la reliquia del Buddha su questa cima dove in seguito venne appunto eretto il complesso. Proseguendo si trovano delle campane che vanno suonate in segno di buon auspicio fino ad arrivare ad una terrazza dove si ha una spettacolare vista su Chiang Mai.
La parte più interessante si trova nella zona centrale al livello superiore dove la prima cosa che cade agli occhi è bellezza della Stupa dorata, con ai lati piccole statue raffiguranti Buddha. Molti sono i fedeli presenti infatti questo complesso è tutt'oggi centro religioso e monastico.
Terminata la visita decidiamo di tornare indietro a piedi, tanto è tutta discesa, ma arrivati ad un certo punto ci rendiamo conto che è veramente un lungo tragitto ed iniziamo a fare autostop. La fortuna ci bacia.

Infine il Wat Lok Mole, diverso dai soliti Wat dorati, piccolo, ben curato e con un'atmosfera incantevole, anche per la poca presenza di turisti. E' formato da un grande Chedi e un santuario con decorazioni molto carine, all'interno del quale si trova una statua di Buddha.
Oltre ad essere una importante città culturale Chiang Mai è anche uno dei maggiori centri artigianali della Thailandia, ve ne accorgerete non appena andrete a fare un giro nei mercatini e soprattutto al Night Bazar, che si trova sulla Chang Klan Road.
E' un paradiso per lo shopping, con una vasta gamma di prodotti, di qualità variabile e con dei prezzi vantaggiosi, probabilmente tra i più economici di tutta la Thailandia. Se siete con la vostra ragazza mi raccomando usate un gomitolo di lana, rischiate di perderla!!
Stesso discorso vale anche qui, trattate sempre il prezzo con il rivenditore, vi divertirete ed in più risparmierete qualche soldino.
Non possono mancare a Chiang Mai i mercatini tradizionali tra abiti, tessuti e soprattutto street food, e qui siamo andati a nozze. Abbiamo assaggiato di tutto e di più, il cibo in Thailandia è sempre buono ed economico. Da vedere il Warorot Market a due passi dal fiume Ping, vicino al quale si trova anche un breve ma bel mercato floreale.
Spesi i primi due giorni a visitare tutto quello che d'interessante c'è nella cittadina, per l'ultimo giorno abbiamo deciso di fare un giro
nei pressi di Mae Rai, dove ci sono una marea di altre attrazioni.
Siamo riusciti a noleggiare un motorino a 100 bath/giorno veramente una cifra ridicola. Per chi fosse interessato questo noleggio si trova sulla Sri Don Chai Road, esattamente nel punto indicato dalla freccia qui accanto. Ci siamo trovati benissimo, nessuna fregatura come di tanto in tanto può capitare sulle isole, ma in ogni caso controllate bene sempre la moto prima di utilizzarla. Pronti Partenza e via!!!
Basta uscire dalla porta Chang Puek, prendere la Chang Puak Road e proseguire sulla strada 107 per 25 km, dopo di che troverete le indicazioni per Mae Rim, dovrete comunque svoltare a sinistra. Tutto si sviluppa lungo la Samoeng Road. Aiutatevi con una cartina per raggiungere i punti di interesse e, in questo caso per noi è stato molto utile avere la Sim Thailandese per l'utilizzo di google maps.
Per prima cosa vogliamo visitare una tribù delle donne dal collo lungo, le cosiddette Tribù Karen. Arriviamo e c'è da pagare 500 bath/persona per l'ingresso. Per principio ci siamo rifiutati, anche perché da recensioni lette su internet pare si tratti di una vera e propria illusione, quattro capanne e un po' di donne piazzate lì giusto come attrazione turistica e noi non abbiamo voluto partecipare a questa forma di sfruttamento. Ci sarebbe piaciuto veramente vederle ma non in queste condizioni, se non nel loro stato naturale.
Seconda tappa è il Tiger Kingdom, per volontà della mia ragazza. A me personalmente non piace vedere animali chiusi in gabbia, è contro natura, ma mi ha convinto il fatto di sapere che questo sia uno dei pochi centri dove le tigri non sono legate e soprattutto non vengono drogate. Il costo del biglietto varia a seconda di cosa si vuol vedere, 420 bath per le tigri adulte e 620 per i cuccioli.
Mi son dovuto ricredere, è stata un'emozione unica essere a diretto contatto con uno degli animali più belli e temibili che ci sia. Devo ammettere che un po' di timore l'ho avuto ma, tutto è tenuto sotto controllo da membri dello staff che danno anche  consigli su come comportarsi.
Infine lei ha fatto un giretto anche nella gabbia dei cuccioli, che sono più allegri e con cui si può avere un contatto maggiore oltre che semplicemente accarezzarli. Tra l'altro sono anche più pericolosi perché giocherelloni e quindi possono facilmente graffiarti.
Dopo questa bella esperienza pranziamo in un ristorante lungo la strada (padthai x 2) e successivamente ci fermiamo presso la Bai Orchid e Butterfly Farm.
E' un ambiente tranquillo con un giardino ben curato, laghetti e serre, al cui interno si trovano sospese migliaia di Orchidee, di tutti i colori e di differenti specie. Più avanti si entra in una porta mistica dove centinaia di farfalle dai mille colori e diverse dimensioni svolazzano di qua e di là, alcune si sono nascondono tra le foglie. Se appassionati vale veramente la pena fare un giro.
Qualche km più avanti si trovano delle piccole cascate,  Mae Sa, Tad Mork e Mae Yim, noi abbiamo raggiunto le cascate Mae Sa, ma dopo aver saputo che fosse impossibile nuotarci siamo andati via.
Ci sarebbero molte altre cose da vedere ma si fa tardi  e rientriamo a Chiang Mai, dirigendoci verso la stazione degli Autobus che si trova ad un paio di km ad est della città. Acquistiamo il biglietto dell'autobus, GreenBus, che il giorno dopo ci porterà a Chiang Rai.
Siamo rimasti molto soddisfatti da Chiang Mai che non ci ha fatto per niente sentire la mancanza del mare, anche se la sera e la notte faceva fresco. In particolare ci è piaciuta la vivacità notturna con tutti i mercatini che la caratterizzano. Tre giorni sono abbastanza per poter visitare le principali attrazioni in città e nei dintorni.

domenica 7 dicembre 2014

Chiang Rai e il Triangolo D'oro

Sono le 9 del mattino e dopo aver fatto il check out prendiamo un Songthaew che per 30 bath/persona ci accompagna alla Bus Station di Chang Mai. Qui ci aspetta un autobus della compagnia GreenBus, 144 bath/persona diretto a Chiang Rai. Dopo circa 3 ore di viaggio e 20 minuti a piedi  siamo al nostro alloggio, Akha River House, una struttura molto carina prevalentemente in legno e bambù. Per una notte in camera matrimoniale, con ventilatore e bagno in comune, abbiamo pagato 270 bath. 
Dopo aver fatto il check-in usciamo
iniziamo a girare liberamente per le vie del centro. Ci imbattiamo subito in un mercatino e ne approfittiamo per pranzare, con il solito padthai che non passa mai di moda. Torniamo alla stazione degli autobus e chiediamo informazioni per raggiungere il Wat Rong Khun, il famoso Tempio Bianco. 
Sono quasi le 16 è c'è un'ultimo bus per arrivarci, ma l'ultimo per rientrare è alle 17 30, per cui i tempi erano talmente stretti che abbiamo deciso di fare diversamente.
A questo punto andiamo in cerca di un noleggio per motorini e dopò un pò troviamo quello che fa al caso nostro, un motorino 150 cc per 150 bath/giorno, presso l'AA Fair Tour, che si trova nell'angolo tra Thanon Baanpa Pragarn Road e Phaholyothin Road.
Facciamo un giro di rodaggio col motorino e all'incrocio tra due strade troviamo la Torre dell'Orologio, molto appariscente, decorata e con un'orologio alla sua sommità, fa un po' pena vederla messa li in mezzo come una rotonda spartitraffico.
Rientriamo nella guesthouse per riposarci e verso le 8 usciamo nuovamente. E' sabato sera e facciamo un giro lungo la walking street, Thanalai Road che viene chiusa al traffico.
 Non ci aspettavamo una roba del genere: si respirava un'atmosfera fantastica, piena di divertimento, con spettacoli dal vivo, pieno di persone, sia thailandesi che turisti e, pieno di bancarelle dove poter trovare qualsiasi cosa, abbigliamento, souvenir e soprattutto cibo. Siamo stati quasi due ore a girarci intorno, anche perché era veramente grande, ecco qui un'anteprima...









Abbiamo mangiato come al solito di tutto e alla fine ci siamo lasciati andare ad un buon massaggio, il primo di tutta la vacanza, ma a metà prezzo rispetto a tutte le altre località fin a quel momento visitate, 70 bath.
Finito il massaggio rientriamo in ostello e riposiamo in vista della lunga giornata che ci avrebbe aspettato l'indomani.
Il giorno dopo alle 8 del mattino siamo già in piedi, fatto il check-out lasciamo i bagagli nel'ostello, facciamo colazione e ci avviamo verso il Tempio Bianco che dista circa 20 km. 
E' veramente un Tempio di notevole bellezza, dipinto interamente in bianco e ricoperto da frammenti di specchio luccicanti. Molto bello il ponte per arrivare nell'edificio centrale, ai lati del quale spuntano delle mani di anime in pena che stanno sprofondando negli inferi. In fine all'interno dell'edificio centrale  c'è una statua di Buddha. 
Nel giro di mezz'ora terminiamo la visita al Tempio e partiamo alla volta del Triangolo d'Oro, prima però prima facciamo tappa presso la seconda stazione Autobus di Chang Rai, acquistando un biglietto per Bangkok con partenza la sera stessa alle 19.

Ci rimettiamo in marcia e dopo un'oretta arriviamo a Mae Sai, che dista a circa 65 km da Chiang Rai e, subito eccoci d'avanti al distretto di frontiera che separa Thailandia dal Mayemar (Birmania), al di sotto del quale scorre il fiume Mae Sai.
Ci stava stuzzicando l'idea di attraversarla, ma abbiamo deciso di proseguire sulla nostra via. In ogni caso per i turisti c'è la possibilità di entrare presentando passaporto e pagando una tassa di 500 bath alla polizia di frontiera. Facciamo un giretto nei dintorni dove non può che esserci un mercatino. Lo scrutiamo da cima in fondo, mangiamo qualcosa e risaliamo in sella.
Proseguiamo verso Chiang Saen. Dopo 25 km sulla nostra destra troviamo  il famoso Museo dell' Oppio che non visitiamo, e poco più avanti dopo una lunga salita seguita da una rapida discesa ci troviamo esattamente davanti al Triangolo d'Oro, la linea di confine tra Laos, Thailandia e Mayemar separate dalle acque del fiume Mekong.
Venne chiamato cosi perché in
passato quest'area c'erano talmente coltivazioni di oppio che costituivano circa la metà di quello consumato nel mondo, venendo chiamato di conseguenza Oro Nero. Di per sé il Triangolo d'Oro non ha niente di eccezionale, giusto una bella vista panoramica sul fiume. C'è però la possibilità di salire su qualche barca per fare un tour sulle sponde del Mayemmar e del Laos, e solo in quest'ultima è possibile scendere per un po' di tempo. Proseguendo qualche km in avanti arriviamo a Chiang Saen, una tranquilla cittadina con alcuni templi e un caratteristico lungo fiume.
Ci sarebbero molte altre cose da fare e vedere in questa parte della Thailandia, come fare escursione con elefanti, visitare cascate, templi, tribù Karen, ma non avendo tempo e budget a disposizione siamo rientrati a Chiang Rai.
E' stato molto bello guidare tra quei paesaggi, partendo dalle pianure con immensi campi di riso, di canna da zucchero, di ananas, fino alle colline e catene montuose più a nord,  indisturbate dall'uomo dove si può respirare la vera tradizione thailandese.
Passiamo dall'ostello a prendere i bagagli, lasciamo la moto al noleggio e ci avviamo verso la Stazione Autobus n°1 di Chiang Rai, da qui prendiamo un tuk-tuk,40 bath/persona, che ci porta alla Stazione Autobus n°2, che si trova a 7 km di distanza, dove ci aspetta un'autobus della compagnia ATS, 486 bath/persona. Dopo 13 ore di viaggio arriviamo alla Stazione Mo Chit di Bangkok.

Un giorno e mezzo a Chiang Rai sono stati entusiasmanti, vissuti al massimo, tra il mercatino notturno della cittadina e l'escursione in moto ai confini con Laos e Birmania. Consiglio vivamente a tutti di noleggiare una moto o qualsiasi mezzo per visitare il Nord della Thailandia, le strade sono scorrevoli e in ottime condizioni. Guida a sx anche se da poco stanno integrando la guida a dx.